Il Libro di Urantia - Fascicolo 113. I guardiani serafici del destino

(UF-ITA-001-2006-1)

Il Libro di Urantia   

PARTE III: La Storia di Urantia<

Fascicolo 113. I guardiani serafici del destino



Fascicolo 113. I guardiani serafici del destino

113:0.1 (1241.1) DOPO aver presentato le nostre narrazioni sugli Spiriti Tutelari del Tempo e sulle Schiere dei Messaggeri dello Spazio, passiamo a considerare gli angeli guardiani, i serafini consacrati al ministero presso i singoli mortali, per la cui elevazione e perfezione è stato predisposto tutto il vasto piano di sopravvivenza e di progressione spirituale. Su Urantia, nelle ere passate, questi guardiani del destino erano quasi il solo gruppo di angeli riconosciuto. I serafini planetari sono, in effetti, gli spiriti tutelari inviati per servire coloro che sopravviveranno. Questi serafini accompagnatori hanno funzionato come aiuti spirituali degli uomini mortali in tutti i grandi avvenimenti del passato e del presente. In molte rivelazioni “la parola fu pronunciata dagli angeli”; molte delle direttive del cielo sono state “ricevute dal ministero degli angeli”.

113:0.2 (1241.2) I serafini sono gli angeli tradizionali del cielo; sono gli spiriti tutelari che vivono così vicino a voi e fanno tanto per voi. Essi hanno servito su Urantia fin dai primissimi tempi dell’intelligenza umana.

1. Gli angeli guardiani

113:1.1 (1241.3) L’insegnamento sugli angeli guardiani non è un mito; certi gruppi di esseri umani hanno effettivamente degli angeli personali. Fu in riconoscimento di questo fatto che Gesù, parlando dei figli del regno dei cieli, disse: “Badate di non disprezzare nessuno di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli vedono sempre la presenza dello spirito di mio Padre.”

113:1.2 (1241.4) In origine i serafini furono definitamente assegnati alle singole razze di Urantia. Ma dopo il conferimento di Micael sono assegnati secondo l’intelligenza, la spiritualità e il destino umani. Dal punto di vista intellettuale l’umanità è divisa in tre classi:

113:1.3 (1241.5) 1. I mentalmente subnormali — quelli che non esercitano un potere di volizione normale; quelli che non prendono decisioni correnti. Questa classe include coloro che non riescono a comprendere Dio; essi mancano della capacità di adorare intelligentemente la Deità. Gli esseri subnormali di Urantia hanno un corpo di serafini, una compagnia, con un battaglione di cherubini, loro assegnati per assisterli e per testimoniare che la giustizia e la misericordia siano loro concesse nella lotta per la vita sulla sfera.

113:1.4 (1241.6) 2. Il tipo medio, normale, di mente umana. Dal punto di vista del ministero serafico la maggior parte degli uomini e delle donne sono raggruppati in sette classi, in conformità al loro status nel superamento dei cerchi di progresso umano e di sviluppo spirituale.

113:1.5 (1241.7) 3. I mentalmente supernormali — quelli di grande decisione e d’indubbio potenziale di realizzazione spirituale; uomini e donne che hanno più o meno stabilito un contatto con il loro Aggiustatore interiore; membri dei vari corpi di riserva del destino. Qualunque sia il cerchio in cui un umano si trova, se un tale individuo è arruolato in qualcuno dei numerosi corpi di riserva del destino, gli è immediatamente assegnato un serafino personale, e da quel momento sino alla fine della sua carriera terrena quel mortale godrà del ministero continuo e dell’assistenza incessante di un angelo guardiano. Egualmente, quando un essere umano prende la decisione suprema, quando c’è un impegno reale con l’Aggiustatore, un guardiano personale è immediatamente assegnato a quell’anima.

113:1.6 (1242.1) Nel ministero verso i cosiddetti esseri normali, le assegnazioni serafiche sono fatte in conformità al raggiungimento umano dei cerchi d’intellettualità e di spiritualità. Voi cominciate rivestiti della vostra mente di mortali nel settimo cerchio e progredite verso l’interno nel compito di autocomprensione, di autoconquista e di autodominio. Ed avanzate cerchio dopo cerchio (se la morte naturale non pone fine alla vostra carriera e trasferisce le vostre lotte sui mondi delle dimore) fino a raggiungere il primo cerchio, o cerchio interno, di contatto e di comunione relativi con l’Aggiustatore interiore.

113:1.7 (1242.2) Gli esseri umani nel cerchio iniziale, o settimo cerchio, hanno un angelo guardiano con una compagnia di cherubini assistenti assegnati alla sorveglianza e alla custodia di mille mortali. Nel sesto cerchio una coppia serafica con una compagnia di cherubini è incaricata di guidare questi mortali ascendenti in gruppi di cinquecento. Quando viene raggiunto il quinto cerchio gli esseri umani sono raggruppati in compagnie di circa cento elementi, ed una coppia di serafini guardiani con un gruppo di cherubini li prende in carico. Al raggiungimento del quarto cerchio gli esseri mortali sono riuniti in gruppi di dieci, ed anche in tal caso sono dati in carico ad una coppia di serafini assistita da una compagnia di cherubini.

113:1.8 (1242.3) Quando una mente mortale trascende l’inerzia dell’eredità animale e raggiunge il terzo cerchio d’intellettualità umana e di spiritualità acquisita, un angelo personale (in realtà due) sarà da quel momento totalmente ed esclusivamente consacrato a questo mortale ascendente. E così queste anime umane, in aggiunta agli Aggiustatori di Pensiero interiori sempre presenti e sempre più efficaci, ricevono l’assistenza indivisa di questi guardiani personali del destino in tutti i loro sforzi per completare il terzo cerchio, attraversare il secondo e raggiungere il primo.

2. I guardiani del destino

113:2.1 (1242.4) I serafini non sono conosciuti come guardiani del destino prima del momento in cui sono assegnati all’associazione con un’anima umana che ha realizzato uno o più dei tre compimenti seguenti: ha preso la decisione suprema di divenire simile a Dio, è entrata nel terzo cerchio, od è stata arruolata in uno dei corpi di riserva del destino.

113:2.2 (1242.5) Nell’evoluzione delle razze, un guardiano del destino è assegnato al primo essere che raggiunge il cerchio di conquista richiesto. Su Urantia il primo mortale ad ottenere un guardiano personale fu Rantowoc, un uomo saggio della razza rossa di molto tempo fa.

113:2.3 (1242.6) Tutte le designazioni degli angeli sono fatte da un gruppo di serafini volontari, e queste assegnazioni sono sempre conformi ai bisogni umani ed allo status della coppia angelica — alla luce dell’esperienza, dell’abilità e della saggezza serafica. Soltanto i serafini con lungo servizio, quelli con maggior esperienza e più collaudati, sono assegnati come guardiani del destino. Numerosi guardiani hanno acquisito un’esperienza molto preziosa sui mondi delle serie a non fusione con l’Aggiustatore. Come gli Aggiustatori, i serafini accompagnano questi esseri per la durata di una sola vita e poi sono liberati per una nuova assegnazione. Molti guardiani di Urantia hanno avuto questa esperienza pratica precedente su altri mondi.

113:2.4 (1243.1) Quando degli esseri umani non riescono a sopravvivere, i loro guardiani personali o di gruppo possono servire ripetutamente con funzioni simili sullo stesso pianeta. I serafini sviluppano un rispetto sentimentale per i mondi particolari e nutrono un affetto speciale per certe razze e per certi tipi di creature mortali cui sono stati strettamente ed intimamente associati.

113:2.5 (1243.2) Negli angeli si sviluppa un affetto duraturo per i loro associati umani; e se voi poteste solo raffigurarvi i serafini, nutrireste per loro un caldo affetto. Spogliati dei corpi materiali ed acquisite le forme spirituali, voi sareste molto vicini agli angeli in molti attributi della personalità. Essi condividono la maggior parte delle vostre emozioni e ne provano alcune altre in aggiunta. La sola emozione che vi spinge ad agire e che è un po’ difficile da comprendere per loro è l’eredità della paura animale che ha un peso così grande nella vita mentale dell’abitante medio di Urantia. Gli angeli trovano veramente difficile comprendere perché voi permettiate così persistentemente ai vostri poteri intellettuali superiori, ed anche alla vostra fede religiosa, di essere talmente dominati dalla paura, così totalmente demoralizzati dal panico incontrollato dovuto al timore e all’ansietà.

113:2.6 (1243.3) Tutti i serafini hanno nomi individuali, ma nelle liste di assegnazione al servizio nei mondi sono frequentemente indicati con il loro numero planetario. Nelle capitali degli universi essi sono registrati con il loro nome ed il loro numero. Il guardiano del destino del soggetto umano impiegato come contatto in questa comunicazione è il numero 3 del gruppo 17 della compagnia 126 del battaglione 4 dell’unità 384 della legione 6 del corpo 37 della 182.314a armata serafica di Nebadon. L’attuale numero d’incarico planetario di questo serafino su Urantia, per questo soggetto umano, è 3.641.852.

113:2.7 (1243.4) Nell’assegnazione degli angeli come guardiani del destino per il ministero di tutela personale, i serafini offrono sempre volontariamente i loro servizi. Nella città della presente visitazione un mortale fu recentemente ammesso al corpo di riserva del destino, e poiché tutti questi umani sono personalmente assistiti da angeli guardiani, più di cento serafini qualificati hanno chiesto di esservi assegnati. Il direttore planetario ne scelse dodici tra i più sperimentati e designò poi il serafino che avevano selezionato come il più adatto a guidare questo essere umano durante il tragitto della sua vita. Cioè, essi scelsero una coppia di serafini ugualmente qualificati; uno di questa coppia serafica sarà sempre in servizio.

113:2.8 (1243.5) Gli incarichi serafici possono essere continui, ma ogni membro della coppia angelica può svincolarsi da qualsiasi responsabilità di ministero. Come i cherubini, i serafini servono generalmente in coppie, ma contrariamente ai loro associati meno avanzati, i serafini lavorano talvolta da soli. Praticamente in tutti i loro contatti con gli esseri umani essi possono operare a titolo individuale. Solo per comunicazioni e servizi sui circuiti superiori degli universi sono richiesti entrambi gli angeli.

113:2.9 (1243.6) Quando una coppia serafica accetta un incarico di guardiano, serve per il resto della vita di quell’essere umano. Il complemento dell’essere (uno dei due angeli) diviene lo storico dell’impresa. Questi serafini complementari sono gli angeli registratori dei mortali dei mondi evoluzionari. Le registrazioni sono conservate dalla coppia di cherubini (un cherubino e un sanobino) che è sempre associata ai guardiani serafici, ma queste registrazioni sono sempre promosse da uno dei serafini.

113:2.10 (1244.1) Allo scopo di riposarsi e di ricaricarsi con l’energia vitale dei circuiti universali, il guardiano è periodicamente rilevato dal suo complemento, e durante la sua assenza il cherubino associato opera in qualità di registratore, come avviene anche quando il serafino complementare è a sua volta assente.

3. Relazione con altre influenze spirituali

113:3.1 (1244.2) Una delle cose più importanti che un guardiano del destino fa per il suo soggetto mortale è di effettuare una coordinazione personale delle numerose influenze spirituali impersonali che abitano, circondano e giungono a contatto con la mente e con l’anima della creatura materiale in evoluzione. Gli esseri umani sono personalità ed è estremamente difficile per degli spiriti non personali e per delle entità prepersonali stabilire un contatto diretto con tali menti altamente materiali e distintamente personali. Nel ministero dell’angelo guardiano tutte queste influenze sono più o meno unificate e rese meglio apprezzabili dalla natura morale in espansione della personalità umana in evoluzione.

113:3.2 (1244.3) Più particolarmente, questo guardiano serafico può mettere in correlazione, e lo fa, i molteplici agenti ed influenze dello Spirito Infinito, che vanno dai domini dei controllori fisici e degli spiriti aiutanti della mente fino allo Spirito Santo della Divina Ministra e alla presenza dello Spirito Onnipresente della Terza Sorgente e Centro del Paradiso. Dopo aver così unificato e reso più personali questi vasti ministeri dello Spirito Infinito, il serafino mette poi in correlazione questa influenza integrata dell’Attore Congiunto con le presenze spirituali del Padre e del Figlio.

113:3.3 (1244.4) L’Aggiustatore è la presenza del Padre; lo Spirito della Verità è la presenza dei Figli. Questi doni divini sono unificati e coordinati sui livelli inferiori dell’esperienza spirituale umana dal ministero dei serafini guardiani. I servitori angelici hanno il dono di congiungere l’amore del Padre con la misericordia del Figlio nel loro ministero presso le creature mortali.

113:3.4 (1244.5) In ciò si rivela la ragione per cui il guardiano serafico diviene alla fine il custode personale dei modelli mentali, delle formule mnemoniche e delle realtà dell’anima del sopravvivente mortale durante l’intervallo tra la morte fisica e la risurrezione morontiale. Nessuno, salvo i figli tutelari dello Spirito Infinito, potrebbe agire in questo modo a favore delle creature umane durante questa fase di transizione da un livello dell’universo ad un altro livello più elevato. Anche quando voi entrate nel sonno terminale di transizione, quando passate dal tempo all’eternità, un supernafino elevato partecipa similmente al transito con voi come custode dell’identità di creatura ed a garanzia dell’integrità personale.

113:3.5 (1244.6) Sul livello spirituale i serafini rendono personali molti ministeri universali che altrimenti resterebbero impersonali e prepersonali; essi sono dei coordinatori. Sul livello intellettuale essi sono dei correlatori della mente e della morontia; sono degli interpreti. Sul livello fisico essi manipolano l’ambiente terrestre mediante il loro collegamento con i Controllori Fisici Maestri e grazie al ministero cooperativo delle creature intermedie.

113:3.6 (1244.7) Questa è l’esposizione delle molteplici e complesse funzioni di un serafino assistente; ma una tale personalità angelica subordinata, creata ad un livello di poco superiore a quello umano, come può compiere queste cose difficili e complesse? Noi in realtà non lo sappiamo, ma ipotizziamo che questo fenomenale ministero sia facilitato in qualche modo misterioso dall’azione non conosciuta e non rivelata dell’Essere Supremo, la Deità in corso di attuazione degli universi in evoluzione del tempo e dello spazio. In tutto il regno della sopravvivenza progressiva, nell’Essere Supremo e per suo tramite, i serafini sono una parte essenziale per la continuità della progressione umana.

4. Domini d’azione serafici

113:4.1 (1245.1) I guardiani serafici non sono la mente, benché provengano dalla stessa sorgente che dà anche origine alla mente mortale, lo Spirito Creativo. I serafini sono degli stimolatori della mente; essi cercano continuamente di provocare nella mente umana delle decisioni favorevoli al raggiungimento dei cerchi. Essi fanno questo non come fa l’Aggiustatore, che opera all’interno dell’anima e tramite essa, ma piuttosto dall’esterno verso l’interno, lavorando mediante l’ambiente sociale, etico e morale degli esseri umani. I serafini non sono l’attrazione divina degli Aggiustatori del Padre Universale, ma funzionano come agenti personali del ministero dello Spirito Infinito.

113:4.2 (1245.2) L’uomo mortale sottomesso alle direttive dell’Aggiustatore è anche soggetto alla guida serafica. L’Aggiustatore è l’essenza della natura eterna dell’uomo; il serafino è l’educatore della natura in evoluzione dell’uomo — la mente mortale in questa vita, l’anima morontiale in quella successiva. Sui mondi delle dimore voi sarete coscienti e consapevoli degli istruttori serafici, ma nella prima vita gli uomini sono generalmente ignari di loro.

113:4.3 (1245.3) I serafini funzionano da educatori degli uomini guidando i passi della personalità umana nei sentieri delle esperienze nuove e progressive. Accettare la guida di un serafino raramente significa avere una vita facile. Seguendo questa guida voi siete certi d’incontrare, e se ne avete il coraggio di superare, le aspre salite della scelta morale e del progresso spirituale.

113:4.4 (1245.4) L’impulso all’adorazione ha origine in larga misura negli stimoli spirituali degli aiutanti superiori della mente, rafforzati dalle direttive dell’Aggiustatore. Ma la spinta a pregare, così spesso sentita dai mortali coscienti di Dio, ha molte volte origine a seguito dell’influenza serafica. Il serafino guardiano manipola costantemente l’ambiente dei mortali per il proposito di aumentare l’intuizione cosmica dell’ascendente umano, affinché tale candidato alla sopravvivenza acquisisca un miglior discernimento della presenza dell’Aggiustatore interiore e sia così in grado di apportare una cooperazione accresciuta alla missione spirituale della presenza divina.

113:4.5 (1245.5) Benché non vi sia apparentemente alcuna comunicazione tra gli Aggiustatori interiori ed i serafini che li circondano, essi sembrano operare sempre in perfetta armonia ed in squisito accordo. I guardiani sono più attivi nei momenti in cui gli Aggiustatori sono meno attivi, ma il loro ministero è in qualche modo stranamente correlato. Tale magnifica cooperazione non può essere accidentale o fortuita.

113:4.6 (1245.6) La personalità di aiutante del serafino guardiano, la presenza di Dio tramite l’Aggiustatore interiore, l’azione incircuitata dello Spirito Santo e la coscienza del Figlio tramite lo Spirito della Verità sono tutte divinamente correlate in un’unità significativa di ministero spirituale in una personalità mortale e presso di essa. Benché provenienti da fonti differenti e da livelli differenti, queste influenze celesti sono tutte integrate nella presenza avvolgente ed in evoluzione dell’Essere Supremo.

5. Il ministero serafico presso i mortali

113:5.1 (1245.7) Gli angeli non invadono la santità della mente umana; essi non manipolano la volontà dei mortali, né prendono contatto diretto con gli Aggiustatori interiori. Il guardiano del destino v’influenza in ogni possibile maniera compatibile con la dignità della vostra personalità. In nessuna circostanza questi angeli interferiscono con la libera attività della volontà umana. Né gli angeli né alcun altro ordine di personalità dell’universo hanno il potere o l’autorità di ridurre o di circoscrivere le prerogative della scelta umana.

113:5.2 (1246.1) Gli angeli sono così vicini a voi e vi assistono così amorevolmente che in senso figurato “piangono a causa della vostra intenzionale intolleranza e testardaggine”. I serafini non versano lacrime fisiche, non hanno corpi fisici né posseggono ali. Ma hanno emozioni spirituali e provano sensazioni e sentimenti di natura spirituale che sono per certi aspetti paragonabili alle emozioni umane.

113:5.3 (1246.2) I serafini agiscono in vostro favore del tutto indipendentemente dai vostri appelli diretti; essi eseguono gli ordini dei loro superiori e funzionano in questo modo nonostante i vostri capricci passeggeri o i vostri umori mutevoli. Ciò non significa che voi non possiate rendere i loro compiti più agevoli o più difficili, ma piuttosto che gli angeli non si occupano direttamente dei vostri appelli o delle vostre preghiere.

113:5.4 (1246.3) Nella vita della carne le informazioni degli angeli non sono direttamente accessibili agli uomini mortali. Essi non sono dei signori supremi o dei direttori, sono semplicemente dei guardiani. I serafini vigilano su di voi, non cercano d’influenzarvi direttamente. Voi dovete tracciare il vostro itinerario, ma questi angeli agiscono poi per fare il miglior uso possibile del percorso che avete scelto. Essi (di solito) non intervengono arbitrariamente negli affari correnti della vita umana. Ma quando ricevono istruzioni dai loro superiori per compiere un intervento straordinario, potete essere certi che questi guardiani troveranno il modo di eseguire tali ordini. Essi, quindi, non s’intromettono nel quadro del dramma umano, salvo in casi d’emergenza, ed allora generalmente su ordine diretto dei loro superiori. Essi sono gli esseri che vi seguiranno per molte ere e ricevono perciò una preparazione per il loro lavoro futuro e per la loro associazione di personalità.

113:5.5 (1246.4) I serafini possono agire in certe circostanze come ministri in forma materiale presso gli esseri umani, ma la loro attività in tale funzione è molto rara. Con l’assistenza delle creature intermedie e dei controllori fisici, essi possono operare in una vasta gamma di attività a favore degli esseri umani, anche di prendere contatto effettivo con l’umanità, ma tali eventi sono molto rari. Nella maggior parte dei casi gli avvenimenti del regno materiale procedono senza essere modificati dall’azione serafica, sebbene si siano verificate delle circostanze che comportavano pericolo per gli anelli vitali della catena dell’evoluzione umana in cui i guardiani serafici hanno agito, giustamente, di propria iniziativa.

6. Gli angeli guardiani dopo la morte

113:6.1 (1246.5) Dopo avervi detto qualcosa del ministero dei serafini durante la vita naturale, tenterò d’informarvi sulla condotta dei guardiani del destino al momento della dissoluzione mortale dei loro associati umani. Quando morite, il vostro curriculum di vita, le vostre specificazioni d’identità e l’entità morontiale dell’anima umana — sviluppata congiuntamente dal ministero della mente mortale e dell’Aggiustatore divino — sono fedelmente conservati dal guardiano del destino con tutti gli altri valori collegati alla vostra esistenza futura, ad ogni cosa che costituisce il vostro io, il vostro vero io, salvo l’identità dell’esistenza continua rappresentata dall’Aggiustatore che se ne va e la realtà della personalità.

113:6.2 (1246.6) Nel momento in cui scompare la luce pilota nella mente umana, cioè la luminosità spirituale che i serafini associano alla presenza dell’Aggiustatore, l’angelo accompagnatore lo comunica personalmente agli angeli che comandano il gruppo, e di seguito la compagnia, il battaglione, l’unità, la legione e l’armata. E dopo essere stato debitamente registrato per l’avventura finale del tempo e dello spazio, questo angelo riceve dal capo planetario dei serafini l’autorizzazione d’informare l’Astro della Sera (o un altro luogotenente di Gabriele) che comanda l’armata serafica di questo candidato all’ascensione dell’universo. E dopo aver ricevuto il permesso dal comandante di questa unità organizzata suprema, tale guardiano del destino procede verso il primo mondo delle dimore per aspettarvi la ripresa di coscienza del suo vecchio pupillo nella carne.

113:6.3 (1247.1) Nel caso in cui l’anima umana non sopravviva dopo aver ricevuto l’assegnazione di un angelo personale, il serafino accompagnatore deve recarsi nella capitale dell’universo locale per rendere testimonianza al rapporto completo del suo complemento, come precedentemente indicato. Poi esso si presenta davanti ai tribunali degli arcangeli per essere assolto da ogni responsabilità circa la mancata sopravvivenza del suo soggetto; e poi ritorna nei mondi per essere nuovamente assegnato ad un altro mortale con potenzialità di ascendente od a qualche altro settore di ministero serafico.

113:6.4 (1247.2) Ma gli angeli portano il loro ministero alle creature evoluzionarie in molti modi oltre ai servizi di tutela individuale e di gruppo. I guardiani personali i cui soggetti non vanno immediatamente sui mondi delle dimore non rimangono in oziosa attesa degli appelli nominali dispensazionali di giudizio; essi sono riassegnati a numerose missioni di ministero in tutto l’universo.

113:6.5 (1247.3) Il serafino guardiano è l’amministratore fiduciario che custodisce i valori di sopravvivenza dell’anima addormentata dell’uomo mortale, come l’Aggiustatore assente è l’identità di questo essere immortale dell’universo. Quando questi due collaborano nelle sale di risurrezione dei mondi delle dimore in congiunzione con la forma morontiale appena costruita, avviene il riassemblamento dei fattori costituenti la personalità dell’ascendente mortale.

113:6.6 (1247.4) L’Aggiustatore vi identificherà; il serafino guardiano vi ripersonalizzerà e poi vi ripresenterà al fedele Monitore dei vostri giorni terrestri.

113:6.7 (1247.5) E quando termina un’era planetaria, quando quelli che sono nei cerchi inferiori di realizzazione mortale vengono riuniti, sono proprio i loro guardiani di gruppo che li riuniscono nelle sale di risurrezione delle sfere delle dimore, così come riportano le vostre Scritture: “Ed egli manderà i suoi angeli con voce tonante e riunirà i suoi eletti da un’estremità all’altra del regno.”

113:6.8 (1247.6) La tecnica della giustizia richiede che i guardiani personali o di gruppo rispondano all’appello nominale dispensazionale per conto di tutte le personalità non sopravviventi. Gli Aggiustatori di questi non sopravviventi non ritornano, e quando viene fatto l’appello risponde il serafino, ma gli Aggiustatori non rispondono. Ciò costituisce la “risurrezione degli ingiusti”, in realtà il riconoscimento formale della cessazione dell’esistenza come creature. Questo appello nominale di giustizia segue sempre immediatamente l’appello nominale di misericordia, la risurrezione dei sopravviventi addormentati. Ma queste sono materie che non riguardano altri che i Giudici supremi ed onniscienti dei valori di sopravvivenza. Tali problemi di giudizio in realtà non ci riguardano.

113:6.9 (1247.7) I guardiani di gruppo possono servire su un pianeta era dopo era e divenire alla fine i custodi delle anime addormentate di migliaia e migliaia di sopravviventi dormienti. Essi possono servire così su numerosi mondi differenti in un dato sistema, poiché la risposta di risurrezione avviene sui mondi delle dimore.

113:6.10 (1247.8) Tutti i guardiani personali e di gruppo del sistema di Satania che deviarono nella ribellione di Lucifero, nonostante che molti di loro si siano sinceramente pentiti della loro follia, saranno detenuti su Jerusem fino alla risoluzione finale della ribellione. I Censori Universali hanno già discrezionalmente tolto a questi guardiani disobbedienti ed infedeli tutti gli elementi in loro possesso delle anime ed hanno affidato queste realtà morontiali alla custodia di seconafini volontari.

7. I serafini e la carriera ascendente

113:7.1 (1248.1) Questo primo risveglio sulle rive del mondo delle dimore segna veramente un’epoca nella carriera di un mortale ascendente. Là, per la prima volta, voi vedete realmente i vostri compagni angelici dei giorni terrestri, a lungo amati e sempre presenti; là divenite anche veramente coscienti dell’identità e della presenza del Monitore divino che ha dimorato così a lungo nella vostra mente sulla terra. Una tale esperienza costituisce un risveglio glorioso, una vera risurrezione.

113:7.2 (1248.2) Sulle sfere morontiali i serafini accompagnatori (ce ne sono due di loro) sono i vostri veri compagni. Questi angeli non solo si associano a voi mentre progredite nella carriera dei mondi di transizione, aiutandovi in tutti i modi possibili ad acquisire lo status morontiale e spirituale, ma approfittano anch’essi dell’opportunità di avanzare studiando nelle scuole complementari per serafini evoluzionari mantenute sui mondi delle dimore.

113:7.3 (1248.3) La razza umana fu creata appena un po’ inferiore ai tipi più semplici degli ordini angelici. Perciò il primo incarico della vostra vita morontiale sarà quello di assistenti dei serafini nel lavoro immediato, attendendo il momento in cui raggiungete la coscienza di personalità susseguente alla vostra liberazione dai legami della carne.

113:7.4 (1248.4) Prima di lasciare i mondi delle dimore tutti i mortali avranno degli associati o dei guardiani serafici permanenti. Via via che ascendete le sfere morontiali, sono alla fine i guardiani serafici che attestano e certificano i decreti della vostra unione eterna con gli Aggiustatori di Pensiero. Insieme essi hanno stabilito le identità della vostra personalità come figli della carne provenienti dai mondi del tempo. Poi, quando raggiungete lo stato di maturità morontiale, essi vi accompagnano attraverso Jerusem ed i mondi associati di progresso e di cultura del sistema. Dopo di che essi vanno con voi su Edentia e sulle sue settanta sfere di socializzazione avanzata, e successivamente vi piloteranno fino ai Melchizedek e vi seguiranno lungo la splendida carriera dei mondi capitale dell’universo. E quando avrete acquisito la saggezza e la cultura dei Melchizedek, essi vi condurranno su Salvington, dove vi troverete faccia a faccia con il Sovrano di tutto Nebadon. E queste guide serafiche vi seguiranno ancora attraverso i settori minore e maggiore del superuniverso e fino ai mondi d’accoglienza di Uversa, rimanendo con voi sino al momento in cui sarete infine inseconafinati per il lungo volo verso Havona.

113:7.5 (1248.5) Alcuni guardiani del destino assegnati ai pellegrini ascendenti durante la carriera mortale li seguono nel loro percorso attraverso Havona. Gli altri salutano temporaneamente i mortali associati a loro da lungo tempo, e poi, mentre i mortali attraversano i cerchi dell’universo centrale, questi guardiani del destino superano i cerchi di Seraphington. Essi saranno ad attendere sulle rive del Paradiso quando i loro associati mortali si sveglieranno dall’ultimo sonno temporale di transito nelle nuove esperienze dell’eternità. Tali serafini ascendenti entrano successivamente nei differenti servizi del corpo finalitario e del Corpo Serafico di Compimento.

113:7.6 (1248.6) L’uomo e l’angelo possono essere o meno riuniti nel servizio eterno, ma ovunque li porti la destinazione serafica, i serafini restano sempre in comunicazione con i loro precedenti pupilli dei mondi evoluzionari, i mortali ascendenti del tempo. Le associazioni intime ed i legami affettuosi dei regni di origine umana non sono mai dimenticati né mai completamente interrotti. Nelle ere eterne gli uomini e gli angeli coopereranno nel servizio divino come hanno fatto nella carriera del tempo.

113:7.7 (1249.1) Per i serafini la maniera più sicura di raggiungere le Deità del Paradiso consiste nel guidare con successo un’anima di origine evoluzionaria fino ai portali del Paradiso. Per questo l’assegnazione come guardiano del destino è l’incarico serafico più altamente apprezzato.

113:7.8 (1249.2) Solo i guardiani del destino sono arruolati nel Corpo primario o dei mortali della Finalità, e queste coppie sono impegnate nell’avventura suprema dell’unità d’identità; i due esseri hanno raggiunto la biunificazione spirituale su Seraphington prima di essere ammessi al corpo finalitario. In questa esperienza le due nature angeliche, così complementari in tutte le funzioni universali, raggiungono l’unità spirituale ultima di due in uno, avente per conseguenza una nuova capacità di ricevere un frammento non Aggiustatore del Padre del Paradiso e di fondersi con esso. E così alcuni dei vostri amorevoli associati serafici nel tempo divengono anche i vostri associati finalitari nell’eternità, figli del Supremo e figli perfezionati del Padre del Paradiso.

113:7.9 (1249.3) [Presentato dal Capo dei Serafini stazionati su Urantia]





Back to Top